Visualizzazione post con etichetta patanjali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta patanjali. Mostra tutti i post

venerdì 22 maggio 2015

Benvenuti su questo Spazio dedicato a Patanjali

Questo blog non ha per scopo di studiare i Sutra di Patanjali passo dopo passo.

Lo studioso ha già in mano dei libri che sottopongono delle traduzioni libere (e ce ne sono tante). Forse ha un vocabolario che dà le traduzioni delle parole in italiano dalle parole in sanscrito.

L'appassionato dello studio dello yoga di Patanjali troverà qui degli spunti, delle riflessioni che, forse, lo aiuteranno a chiarire dei dubbi...

Questo è il mio augurio!

Shanti!

domenica 28 novembre 2010

YAMA

La purificazione, la distruzione delle impurità, avviene con la pratica assidua delle otto membra in cui si divide lo yoga.
Le impurità spariscono progressivamente, non occorre avere fretta, grazie ad una pratica costante e intensa.
Allora si attenuano i "klesha" che sono le sofferenze dovute all'ignoranza. (II.Sadhana Pada)

YAMA

Sono delle regole per controllare il proprio modo di vivere, i comportamenti verso il mondo esterno. (II/30)
Non si tratta di darsi delle limitazioni che imprigionano la nostra libertà, ma al contrario è andare alla ricerca della Libertà interiore, acquisire La consapevolezza attraverso un essere presente a se stessi ad ogni momento della vita, dare dei freni al solito modo meccanico, abitudinario di agire. Sono le astinenze.

I 5 "NON"

AHIMSA
non violenza
SATYA
non mentire
ASTEYA
non rubare
BRAHMACARYA
non utilizzare male i sensi
APARIGRAHA
non possedere (attaccamento)

sabato 27 novembre 2010

NIYAMA

Anche Niyama ci indica delle regole per controllare il proprio comportamento, ma questa volta si tratta di controllare gli atteggiamenti verso se stessi, il nostro mondo interno. (II/32)

I 5 "Sì"

SAUCA
(si legge shaucha)
Purezza

SANTOSHA
Appagamento

TAPAS
Autodisciplina

SVADHYAYA
Introspezione

ISHVARA PRANIDHANA
Abbandono a Dio

domenica 30 maggio 2010

PRO-MEMORIA

Gli otto elementi costitutivi dello yoga si riferiscono all'intero essere umano:

YAMA: Le astinenze
NIYAMA: Le osservanze
ASANA: occuparsi del proprio corpo
PRANAYAMA: occuparsi del proprio soffio
PRATYAHARA: occuparsi degli organi sensoriali
DHARANA, DHYANA, SAMADHI: occuparsi del proprio mentale.
Il risultato è l'incontro con Dio.
Patanjali ci indica gli strumenti tecnici per arrivare a questo incontro.

Yama indicava le 5 discipline che riguardano il suo comportamento in rapporto al mondo esterno.
Niyama è un insieme di 5 discipline che riguardano la persona, in rapporto al suo mondo interno. L'essere umano ha il dovere di prendersi in carico, di assumersi.

lunedì 29 marzo 2010

APARIGRAHA

POSSEDERE!!!
Dalla nascita cerchiamo di possedere le cose e gli esseri viventi.
"mio" "è mio" "è solo mio"!
Più si possiede e più si cerca di aumentare il possesso, che sia attraverso il denaro o tramite il sesso o i sentimenti.
Si diventa schiavi delle cose possedute, si diventa gelosi degli esseri amati, si vive nella paura di perdere...
Aparigraha è il "non attaccamento".
Non significa non avere niente! Significa non essere schiavi di quello che si possiede, che sia molto o poco.

sabato 20 marzo 2010

BRAHMACARYA

I SENSI!
Quante persone vivono in balia dei loro sensi... e ricercano delle sensazioni sempre più forti fino ad arrivare a trasgredire le leggi naturali e non avere più rispetto per se stessi neppure per gli altri.
Brahmacarya non è astenersi di vivere i piaceri che i sensi ci trasmettono, ma è essere in grado di controllare i propri sensi e di rispettare gli altri in quanto oggetto di godimento sensuale.
Sarebbe assurdo chiudere i nostri sensi al piacere di percepire un profumo, di udire della musica, di gustare un cibo delizioso, di vedere le bellezze della natura, di godere delle carezze, di unirsi all'amante...
Brahmacarya è avere la padronanza del piacere vissuto attraverso i sensi.
Brahmacarya è non utilizzare male i sensi in genere, la sessualità in particolare.

lunedì 8 marzo 2010

ASTEYA


RUBARE!

Cosa significa esattamente?
Impossessarsi di qualcosa in un modo sleale.
Non si rubano solo delle cose direttamente, con un gesto. Si possono ottenere queste cose in un modo poco onesto, senza scrupoli.
Si possono anche rubare delle idee, dei pensieri, delle ideologie, degli scritti.
Si può rubare l'amore a un amico. Si può rubare l'innocenza ad un bambino.
Asteya è il non rubare nel più ampio del significato.

sabato 6 marzo 2010

SATYA

LA VERITA'!

Ma è possibile vivere sempre nella verità? Non mentire mai? Non cadere mai nella falsità?
Si può non dire la verità in diversi modi:
mentire spudoratamente, trasformare la verità, tacere.
Occorre iniziare a non mentire a se stessi... e accade spesso che ci nascondiamo la verità...!
Chi desidera vivere nella verità deve iniziare a scoprire nella propria mente, nel proprio atteggiamento, i condizionamenti che oscurano la sua consapevolezza.

martedì 2 marzo 2010

AHIMSA


LA VIOLENZA!

subito si pensa ad un'aggressione fisica...
Invece la violenza è qualcosa che ferisce e può ferire un essere umano, un intero popolo, un animale, un'intera specie, la natura, la nostra Terra.

Si può ferire un corpo, una sensibilità, dei sentimenti o un'anima.

Si può ferire con il proprio corpo, con un'azione, con un oggetto, con delle parole, con un silenzio, con uno sguardo, con un atteggiamento, con dei pensieri.

Si può ferire fino ad uccidere con uno qualsiasi di questi mezzi...
Si sa quando inizia la violenza, ma non si sa dove porta e quali ne sono le conseguenze.

Ahimsa è la NON VIOLENZA!

Un lavoro su se stessi non indifferente...

sabato 2 gennaio 2010

PURIFICAZIONI


Si trovano un'infinità di traduzioni degli Yoga sutra di Patanjali.
Questi aforismi sono brevi.
Ogni parola in sanskrito ha molti significati.
Ogni studioso, ricercatore, filosofo lo interpreta a modo suo.
Ma quello che è sicuro è che Patanjali s'indirizza a coloro che sono pronti ad entrare sul cammino spirituale con l'aiuto di una disciplina.
"Atha yoganushasanam" : Quindi adesso iniziano le istruzioni per lo yoga.
Perché con un precedente lavoro hanno capito che questo cammino passa attraverso una disciplina.
Questa disciplina consiste in diverse purificazioni.
Purificazione fisica e purificazione mentale.

martedì 10 novembre 2009

ANGA: le otto membra dello yoga



La pratica quotidiana
richiede l'intensità
che si legge nello sguardo
del praticante

YAMA
NIYAMA
ASANA
PRANAYAMA
PRATYAHARA
DHARANA
DHYANA
SAMADHI

sono le otto membra dello yoga.

(N.B. Anche se dovrebbero esserci, non ho messo i dovuti accenti sulle lettere, perché non tutti possono leggerli sul proprio computer, la lettera accentuata si trasforma in quadretti....)

domenica 1 novembre 2009

Vivere lo yoga insieme a Patanjali


Patanjali ci guida sul cammino dello Yoga.
Non tralascia nessuna componente della vita biologica, psichica, spirituale e sociale.
L'essere umano inserito nella natura e nella società vive un percorso, breve, ma difficile, fatto di continue trasformazioni.
Lo yoga è l'insegnamento della consapevolezza, consapevolezza delle trasformazioni avvenute durante questo percorso.
Lo yoga incanala l’essere umano verso la consapevolezza, verso la conoscenza di sé, degli altri, dell’universo, del valore della vita.
Il cuore dell'insegnamento di Patanjali è negli "otto membra" e cioè le otto parti in cui si divide lo yoga, ma che si interpenetrano di continuo nella pratica. Aiutano ad attenuare la sofferenza dell'esperienza dell'esistenza. Aiutano ad arrivare alla conoscenza, mezzo dell'effettiva distruzione delle impurità. La luce della conoscenza aumenta in proporzione alla loro pratica e raggiunge il culmine con la capacità di discriminazione.

mercoledì 21 ottobre 2009

In nome dello yoga...




Sotto il nome di Yoga ormai troviamo molte pratiche ginniche.
E' vero che fanno bene al corpo, ma perché travestirsi da yoghi quando l'essenza dello yoga non è presente?
Patanjali introduce la pratica yoga con queste parole:
" Ora, inizia l'insegnamento dello yoga"
L'attenzione dell'allievo è richiamata. L'allievo poi non è uno qualsiasi, ma è qualcuno che ha già studiato in precedenza e che è pronto a ricevere le istruzioni di un insegnamento riconosciuto come detentore di verità.
L'allievo deve essere pronto significa che ha già iniziato un lavoro di purificazione di sé stesso e ha l'umiltà di essere in ascolto, in grado di praticare e rispettare le regole.
"Ora, inizia l'insegnamento dello yoga" è una frase solenne, chi la riceve deve esserne degno. Non è qualsiasi insegnamento, è l'insegnamento della consapevolezza che porta all'espansione della coscienza.

martedì 1 settembre 2009

Il saluto a Patanjali

Si chiama "preghiera d'invocazione".
E' un omaggio a Patanjali.
Non se ne conosce l'autore.
Si recita prima di studiare i Yogasutra.
La prima parte è semplice e potrebbe essere stata scritta anche oggi per noi occidentali.
La seconda parte è molto evocativa, fatta di immagini di forte carica espressiva, non della nostra cultura.

Yogena cittasya padena vacam
Malam sarirasyaca vaidyakena
yopakarottam pravaram muninam
Patanjalim pranjaliranato'smi

Inchiniamoci davanti al più nobile dei saggi
Patanjali
che ci ha offerto lo yoga per la serenità e la sanità della mente
la grammatica per la chiarezza e la purezza della parola
la medicina per una salute perfetta.

Abahu purusakaram
Sankha cakrasi dharinam
Sahasra sirasam svetam
Paranamami Patanjalim

Inchiniamoci davanti a Patanjali
incarnazione di Adisesa
la cui parte superiore del corpo ha forma umana
le cui braccia reggono una conchiglia, un disco e una spada
e che è incoronato da un cobra a mille teste

domenica 30 agosto 2009

Il Maestro

Ho ascoltato molti Maestri nella mia vita e per un breve periodo ne ho seguito qualcuno.

Come diceva Mircea Eliade, storico delle religioni, filosofo, narratore e poeta:
"è difficile trovare un Maestro vero, perché quelli autentici vivono nella più assoluta discrezione, in capanne isolate o nelle grotte delle montagne."
Naturalmente egli parlava del "guru" indiano ricercato dal turista spirituale occidentale.
La sua osservazione è giusta anche per il Maestro non indiano...
Io direi che è difficile trovare un Maestro vero, perché quelli autentici sono umili, sanno essere in ascolto, dimenticando se stessi e hanno il dono dell'empatia. Possono anche essere severi, come Patanjali, ma è una severità che non si teme, è una severità sulla quale si riflette.

Poi, un giorno finalmente ho smesso di cercare un Maestro, perché ho incontrato Patanjali...
Ho incontrato una persona speciale vissuta molti anni prima della nostra era. Una persona che per me non è né uomo né donna, ma un essere vivente che mi ha regalato la possibilità di vivere con consapevolezza. Inoltre, potrebbe anche essere nato in questo secolo, perché tutto quello che dice è sempre valido.

Non parlerò di Patanjali.
Chi ha voglia di fare una ricerca sulla vita di Patanjali la farà e rimarrà deluso...
Parlerò della filosofia yoga di Patanjali, degli aforismi di Patanjali, gli Yogasutra.
Se ne trovano un'infinità di traduzioni e interpretazioni...
Comunque, queste incertezze personalmente non mi disturbano, perché l'importante è quello che si trae da questi aforismi. Gli Yogasutra sono una guida teorica e pratica per camminare più velocemente sul sentiero spirituale. Non è uno dogma.

J'ai écouté de nombreux Maîtres dans ma vie et durant une brève période j'en ai même suivi quelques uns.

Comme le disait Mircea Eliade, historien des religions, philosophe, narrateur et poète:

"il est difficile de trouver un vrai Maître, car les authentiques vivent dans une discrétion absolue, dans des cabanes isolées ou dans des grottes en montagne."

Naturellement il parlait des "guru" indiens recherchés par le touriste spirituel occidental.
Son observation est juste aussi pour les Maîtres qui ne sont pas indiens...

Je pense qu'il est difficile de trouver un vrai Maître, car ceux qui sont authentiques sont humbles, savent être à l'écoute, s'oublient et ont le don de l'empathie. Ils peuvent aussi être sévères, comme Patanjali, mais c'est une sévérité que l'on ne craint pas, c'est une sévérité qui fait réfléchir.

Un jour j'ai finalement cessé de chercher un Maître, car j'ai rencontré Patanjali...
J'ai rencontré une personne spéciale qui a vécu longtemps avant notre ère. Une personne qui pour moi n'est ni homme ni femme, mais simplement un être humain qui m'a offert la possibilité de vivre consciemment. Il aurait pu naître aussi bien en ce siècle, car tout ce qu'il dit est toujours valable.

Je ne parlerai pas de Patanjali.
Qui a envie de faire une recherche sur sa vie le fera et restera sur sa faim d'en savoir d'avantage...
Je parlerai de la philosophie yoga de Patanjali, des aphorismes de Patanjali, les Yogasutra.

On en trouve une infinité de traductions et d'interprétations...
Personnellement ces incertitudes ne me dérangent pas, car l'important est le suc que l'on tire de ces aphorismes. Les Yogasutra sont des guides théoriques et pratiques pour marcher plus vite sur le chemin spirituel. Ce n'est pas un dogme.

martedì 25 agosto 2009

Shavasana


Ditù, nella posizione di Shavasana, dà il suo benvenuto su questo spazio speciale, che malgrado le apparenze è molto serio...
Ditù, in questa posizione chiamata posizione del cadavere, illustra molto bene il rilassamento che lui pratica quotidianamente...

Ditù, dans la position de Shavasana, souhaîte la bienvenue sur cet espace un peu spécial, qui est très sérieux malgrè les apparences...
Ditù, dans cette position appelée position du cadavre, illustre très bien la relaxation que lui-même pratique quotidiennement...